
Dalle inchieste su abusi, finanziari e non, in svariate situazioni (grandi opere, ricostruzioni, fondi neri Fastweb e Telecom, poseidon, Why not, toghe lucane, ...) viene all'evidenza come i massimi responsabili degli enti implicati si smarchimo "per non essere stati al corrente", "non essere stati presenti", "non essere direttamente responsabili" ecc..
Personaggi al vertice con incarichi decisionali che "non vedono e non sentono" di illeciti perpetuati a loro insaputa, ignari di come vadano le cose da loro dirette delle quali pure si vantavano prima di essere "pizzicati".
Riguardo un'etica di riferimento assistiamo a dei rimescolamenti di carte sorprendenti e si fatica a capire quando aggettivi come ingenui, incompetenti, opportunisti o furbi possano rappresentare un vanto, un demerito, una discolpa.
Ma un aspetto accomuna queste circostanze: una regia, più o meno abile, più o meno strutturata, che, attraverso un nascondersi da occhi indiscreti, consenta l'integrità ed il perdurare del sistema di potere che ha generato gli atti illeciti in questione.
Il fine di tali poteri non è lo svolgimento di una attività come servizio, ma il governo di un servizio per proprie opportunità.
Questo tipo governo con i suoi opportunismi cerca in tutti i modi di proteggersi, di difendersi dagli attacchi di chi scopre il trucco e rivendica il servizio mancato, il danno subito. Chi lamenta l'attacco si difende, normalmente, inducendo all'assimilazione del valore del servizio col valore della struttura preposta alla sua erogazione: se i fini espliciti sono buoni, sono buone anche le persone che ci lavorano. Si parla di fini espliciti, perché quelli impliciti sono, appunto, tenuti doverosamente nascosti; "doverosamente" perché, ipocritamente, si è "paladini" di un servizio per il quale si vuole essere "titolari".
Meccanismi di causa-effetto abbastanza perversi ed intricati dove spesso non si riescono a cogliere dei confini tra lecito ed illecito, buono e cattivo: confusioni giostrate ad arte per difendere o accusare, salvare o condannare, osannare o far dimenticare.
Chi grida o le spara più grosse può immaginare di ottenere più ragione: per tutti risulta necessario che se ne abbia una buona opinione, un consenso pubblico.
La creazione di un ambiente favorevole all'occultamento delle azioni attraverso le quali si gestisce e controlla un potere, è oggetto di massima attenzione per chi questo potere intende utilizzarlo per dei fini non esattamente esprimibili alla luce del sole: si svelerebbero truffe e tradimenti a danno degli illusi beneficiari.
Da questi meccanismi , da queste logiche non sono esenti, chi più chi meno, nessuna delle organizzazioni umane e quindi neanche gli ambienti ecclesiastici, che essendo ormai da lunga, lunghissima data sulla strada della gestione di un potere hanno affinato tattiche e metodi.
E' anche dalle cronache di questi giorni che notiamo come ci siano ed ancora si perpetuino sistemi di nascondimento e di trascinamento nell'oblio, di smoratezze di "non aver mai notato".
Assistiamo al patetico (per chi se ne accorge) tentativo di far confondere la dignità della Chiesa con la irreprensibilità di chi (dovrebbe) servire nelle strutture ministeriali in modo da mostrare i denti a chi accusa qualche ministro con la teoria di voler attaccare la Chiesa; il tentativo di far confondere la dignità della struttura ministeriale con il cristianesimo per far dire "bisogna salvare i ministri per difendere il cristianesimo": ipocrisie.
Si fa intendere che c'è un disegno per far perdere fiducia nella "Chiesa" ... ma se chiesa, clero, cristianesimo fossero sinonimi, bisognerebbe ammettere che la società la fiducia l'ha già persa da un pezzo visti i risultati mortificanti.
Per fortuna, a differenza dei casi citati all'inizio del post, nella Chiesa non esiste un'etica dalle maglie larghe, e non ce ne vogliano certi ambienti clericali se come riferimento si insiste a prendere non il loro esempio ma l'Evangelo e la Tradizione di una Chiesa su cui soffia lo Spirito.
Come sarebbe bello non vedere più cocci di vetro e filo spinato sulle alte mura che circondano e nascondono i segreti di tanti ambienti cattolici, se tanti ragazzi e ragazze potessero maturare una fede (gratuitamente) all'interno di scuole cattoliche senza uscirne odiando e deridendo chiesa, preti e suore , se negli oratori capire una vita cristiana non fosse interrompere ogni tanto gli affari propri per sottostare a noiose preghiere. Come sarebbe bello se l'invito fatto al "popolo cristiano" di non nascondere la lanterna sotto il secchio non fosse un invito ma un esempio.
Oooooh! certo, è vero: ci sono tanti ministri che servono in modo santo il vangelo! Mi sembra, però, un pò da fetenti usare loro (santi) per salvare una casta di fronte agli uomini.